Il lattosio è un uno zucchero (carboidrato o glucide) prodotto dalla ghiandola mammaria dei mammiferi, costituito da due monosaccaridi (glucosio + galattosio). Il lattosio è presente in concentrazioni variabili in tutti gli alimenti che fanno parte dell'insieme “latte e derivati”, si stima che in 1 litro di latte vaccino sono contenuti 50 grammi di lattosio (5g/100ml).

Si definisce intolleranza al lattosio una reazione avversa, non allergica, a questo nutriente tipicamente contenuto nel latte, nei derivati e negli alimenti che lo contengono. Nelle persone che soffrono di questo disturbo, a causa di una deficienza parziale o assoluta dell'enzima digestivo lattasi, durante i processi digestivi il lattosio ingerito non viene scomposto nei due monosaccaridi che lo costituiscono. Di conseguenza , il disaccaride non digerito e quindi NON assorbito, prosegue il suo viaggio lungo il tubo digerente fino al colon. Nell'intestino crasso viene metabolizzato dalla flora batterica intestinale provocando disturbi come: senso di pienezza, mal di pancia, gonfiori e diarrea.

 Quali sono i sintomi?

L’intolleranza al lattosio si manifesta con :

  • gonfiore addominale,
  • diarrea,
  • presenza di gas intestinale,
  • dolore addominale e crampi,
  • sensazione di pienezza,
  • gorgoglio intestinale.

Come si diagnostica?

Qualora si sospetti un'intolleranza al lattosio, questa può essere facilmente smascherata dal cosiddetto test del respiro o breath test. Tramite questo esame si valuta la concentrazione di idrogeno nell'aria espirata dopo un carico di lattosio. Dal momento che la fermentazione dello zucchero indigerito produce idrogeno che viene prontamente riassorbito dalle pareti intestinali ed eliminato con la respirazione, in caso di intolleranza al lattosio si osserva un picco di concentrazione di idrogeno nell'aria espirata.

Come cuarsi?

In presenza di una intolleranza secondaria al lattosio il primo approccio è quello di consumare latte e latticini in piccole quantità, per poi aumentarle progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi. Per consentire l'utilizzo di latte anche a tutti coloro che soffrono di intolleranze, in commercio sono presenti latti delattosati in cui il lattosio si trova, per la maggior parte (70-75%), già scisso in glucosio e galattosio. In alternativa, ci si può "accontentare" del latte di soia o di quello ricavato dal riso. Anche lo yogurt, grazie alla fermentazione del lattosio operata dai fermenti che contiene, è generalmente ben tollerato. Infine, chi soffre di intolleranze al lattosio, può beneficiare del consumo di alimenti probiotici (yogurt "speciali" o particolari fermenti lattici liofilizzati).